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CLAUDIO CASALINI: IL PRIMO PASSEGGERO DEL TRAM VENTICINQUE

By Antonio Cotardo on 21/03/2017 in Blog, Cultura
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Contre courant retour

Quando ho conosciuto per la prima volta Claudio, niente meno che ad una presentazione dove era previsto un mio intervento canoro e un suo intervento da moderatore, sono rimasto immediatamente colpito dalla sua immensa cultura oltre che dalla sua infinita eleganza. Chiunque, dopo aver fatto un po’ di esperienza al riguardo, sarebbe capace di mettere tre parole una dietro l’altra per cercare di fare un discorso di senso compiuto, Claudio invece no, lui non ne ha certo bisogno. Lui ha sempre l’asso nella manica, quello stile inconfondibile che lo rende diverso da tutti, una preparazione di base che ricorda un po’ l’atmosfera dei poeti maledetti. E pensate un po’, conoscendolo meglio, ho scoperto la sua sfrenata passione per artisti del calibro di Rimbaud, il che spiegherebbe senza il bisogno di aggiungere altro, il motivo di tale profonda e accurata preparazione. Dunque qui non si tratta più di mettere due parole una dietro l’altra, Claudio riesce a stupire attraverso il suo stile, è proprio questo il fulcro principale del discorso. È una gioia per le orecchie ascoltare i suoi discorsi, poiché riesce sempre a trovare l’argomento giusto, ma soprattutto la maniera giusta per affrontarlo. E’ come una specie di incantesimo che ha il potere di catapultarti aldilà della quotidianità. Un po’ come la splendida prefazione dal titolo “ Contre courant retour”, che ha curato all’interno del mio libro di poesia intitolato “ Venticinque”. Claudio riesce a dare quel senso del viaggio, del non volersi fermare, del voler continuare a correre senza sosta in questa vita dannatamente frenetica. Lui vuole correre a bordo del mio tram 25, è stato tra i primi a crederci, insieme ad Alessandra Corsano, e proprio come me che sogno un giorno di prendere la rincorsa e spiccare il volo tra le stelle, anche lui sogna di perdersi nell’infinito che solo la poesia riesce a dare. Vi propongo di seguito alcune sue parole all’interno della prefazione di Venticinque.

E con l’Amico Antonio, sappiamo bene che la Poesia e la Bellezza sono inscindibili dalle nostre vite, nel nostro presente come nel nostro passato. E per quanto concerne l’Avvenire, dovremo riuscire a coglierle ancora, ad irretirle e a farle nostre. E, chissà Amico mio, nel fuoco rovente della nostra Passione, magari riusciremo ancora a vergare le nostre stesse Esistenze. “

 

Un saluto dal vostro Antonio Cotardo!

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