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IL LIBRO DI ALESSANDRA RUSSO

By Antonio Cotardo on 22/07/2018 in Blog, Cultura, Recensioni
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Terra d’Otranto nelle fonti dell’età moderna: il caso di Carpignano Salentino

Parte con un pizzico di romanticismo questo libro, con una dedica sentita e decisamente spassionata:
“ Alla mia famiglia, che mi ha insegnato a credere fermamente in me stessa.”
IL FATTO
Un saggio davvero molto interessante quello pubblicato da Alessandra Russo per conto di Edizioni Esperidi e lo si capisce fin dalle prime righe dove l’attaccamento per la propria terra e per il proprio paese, Carpignano Salentino, si sente in maniera netta e precisa. Non si tratta di una semplice ricerca fine a se stessa, quella di Alessandra, ricercatrice filologica da 110 e lode, è una ricerca che va al di là della ricerca stessa. E’ un impegno rivolto ad una comprensione decisamente più ampia, di quello che ci circonda e del perché oggi siamo giunti a questa situazione storico-economica. È un grido di ammonimento verso la tendenza odierna al dimenticatoio di quello che eravamo un tempo in fin dei conti non troppo lontano. Alessandra ci fa un quadro completo di quello che significava passeggiare nelle campagne salentine toccando con i propri occhi la storia, il nostro passato fatto di muretti a secco, specchie, forni, antichi ipogei, tradizioni, chiese e perché no oliveto e olio! Oggi purtroppo, l’incolto ha superato di gran lunga il colto ma laddove si è continuato a curare la terra, non sono mancati i benefici. A dircelo sono le carte, ma anche e soprattutto le nuove aziende agricole che hanno fatto del turismo applicato alla natura e alla riscoperta delle proprie radici, la loro arma vincente. Il paesaggio salentino è cambiato, divenendo vittima, sempre se così si può dire, del glocalismo, un termine che la giovane scrittrice ci descrive in maniera impeccabile con dozzine su dozzine di cenni storici. Non solo: Alessandra ci descrive gli abusi feudali che ci sono stati nel corso dei secoli, (abusi che se ci facciamo caso continuano ancora oggi anche se in forma diversa), tracciando un percorso ben definito delle diverse gerarchie che si sono susseguite, per poi soffermarsi sul suo amato Carpignano Salentino, con le sue colombaie, i suoi palazzi e le sue famiglie.
NEL SAGGIO
Quello che mi ha colpito di più nella lettura di queste pagine, è stata l’accuratezza e la meticolosità con la quale Alessandra ha svolto questa ricerca, consultando decine di documenti storici prontamente immortalati nel libro, ma anche libri dei morti, libri dei matrimoni, nascite, mestieri. Un vero e proprio lavoro da topo di biblioteca, autentico e sincero dove nulla è stato lasciato al caso.
LE NEVIERE
Molto interessante e la descrizione delle neviere di un tempo, il cui funzionamento, esaltato anche dal De Giorgi, è un passo imprescindibile per rendersi conto dell’importanza che avevano certe usanze, oggi purtroppo dismesse ma che secondo l’avviso della scrittrice, andrebbero rivalutate esteticamente per non dimenticare un pezzo della nostra storia. Le neviere consistevano in delle grotte sotterranee molto profonde, un tempo usate come abitazioni e successivamente adibite alla raccolta della neve, da usare poi nei lunghi periodi di siccità. In seguito alla nascita del ghiaccio artificiale, le neviere furono via via dismesse, complici anche i cambiamenti climatici degli ultimi anni che hanno praticamente fatto sparire gli inverni rigidi di un tempo. Alessandra ci fornisce una tela perfetta di tutto questo, e lo fa in maniera delicata e scorrevole, dipingendo il tutto senza mai cadere nel banale o eccedendo in delle terminologie che finirebbero soltanto con il confondere il lettore.
EPILOGO
Potrei restare ore a parlarvi di questo saggio e non lo dico per dire. Leggendolo infatti, è possibile avere una fotografia mentale di quella che era la vita rurale e non solo di un tempo e di quella che invece è la vita di oggi. Dove è finito il culto della bellezza interiore? Perché ha lasciato spazio ad una bellezza esteriore “ingannevole e seduttrice”? Che direzione sta prendendo e dovrà prendere il turismo? Possiamo davvero permettere che l’avanzamento tecnologico e il miglioramento del tenore di vita, ci porti a dimenticare quelli che siamo stati? Se lo chiede Alessandra e spero che infondo lo facciano un po’ tutti. Vi invito a leggere questo libro con una prefazione immensa di Paolo Pellegrino, per oggi è tutto.
Un saluto dal vostro Antonio Cotardo!

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