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IL PELLET: ALTERNATIVA ENERGETICA SBAGLIATA

By Antonio Cotardo on 04/10/2017 in Ambiente, Blog, Cultura, Curiosità
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Secondo Focus, l’uso del pellet come fonte di energia alternativa è un clamoroso errore

IL FATTO

A differenza di quello che si pensava inizialmente, l’uso del pellet per produrre energia è in realtà molto inquinante. A spiegarcelo è la rivista Focus, alla quale devo come al solito l’interessantissima notizia. E’ doveroso quindi, sfatare questo luogo comune: il pellet non è affatto una risorsa rinnovabile. Ma vediamo perché:

“ L’uso del pellet come combustibile per il riscaldamento e la produzione di energia elettrica è inquinante, persino più del carbone: è questa la conclusione di uno studio del Royal Institute of International Affairs.

IL PELLET OGGI

Oggi in Europa si produce da pellet circa il 65% dell’energia elettrica definita da fonte rinnovabile. Molti governi, messi alle strette al fine di raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni, hanno incoraggiato le industrie a utilizzare questo combustibile, distribuendo anche dei sussidi considerevoli per la combustione delle biomasse.

IL PROBLEMA

Il fatto è che le giovani foreste non assorbono quantità di anidride carbonica paragonabili a quelle che vengono tagliate e questo bisogna farlo sapere nel più breve tempo possibile, poiché negli ultimi decenni si è creata la convinzione che le biomasse siano una valida alternativa ai combustibili fossili, perché vengono reintegrate da nuove piantumazioni, in sostituzione del legno tagliato. Questa teoria purtroppo, è sbagliata.

PERCHE’?

Lo studioso Duncan Brack, autore della scoperta rivela che anche se le foreste europee sono cresciute in estensione negli ultimi 20 anni non significa che tagliare piante per bruciarle non abbia un impatto negativo: è sbagliato pensare che reintegrando ciò che si taglia si ottiene un “riciclo continuo”. Un conto è se la legna viene tagliata per costruire mobili, un altro se la si brucia». Il bilancio risulta sfalsato perché a volte per esigenze dell’industria e per bisogno di energia le piante giovani vengono tagliate prima che siano cresciute abbastanza. Un vero e proprio disastro.

EPILOGO

Lo studio dimostra che tagliare alberi per bruciarli è una catastrofe per le politiche climatiche e non è affatto un contributo alle soluzioni, bisognerebbe quindi rivedere queste politiche ambientali di piantumazione ed estirpazione, magari favorendo lo sviluppo di nuove foreste. Il problema è sempre lo stesso dico io: se gli alberi anziché fornirci l’aria che respiriamo ci dessero il wi-fi gratis, pensate forse che qualche idiota si prenderebbe la briga di tagliarli?

 

Un saluto dal vostro Antonio Cotardo! 🙂

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