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INCENERITORI DOMESTICI

By Antonio Cotardo on 12/11/2017 in Blog, Cultura, Curiosità
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Siamo consapevoli della loro esistenza?

È davvero increscioso ritrovarsi qui a parlare di un argomento del genere, più che altro perché siamo nel 2017 ma la gente non ha ancora capito che il mondo ha i decenni contati e che bisogna correre ai ripari immediatamente. Continuando di questo passo, infatti, sarà proprio l’uomo ad estinguersi, uccidendosi con le sue stesse mani. Il bello è che certe cose si prendono sempre alla leggera, non si pensa mai alle conseguenze che un semplice gesto possa avere sulle vite di altre persone, sulle prossime generazioni, si ha come una sorta di egoismo nei confronti degli altri e questo contrasta non poco con tutti gli insegnamenti che ci vengono impartiti fin dalla tenera età. Poi però si partecipa attivamente, specialmente a livello social, alle manifestazioni in difesa dell’ambiente. Ma fatemi il piacere! L’ambiente va difeso da noi e soprattutto sempre, non bisogna fare gli ambientalisti solo quando ci fa più comodo! Per carità, alcuni insegnamenti basilari senza ombra di dubbio vanno fatti ma non basta sbandierare al vento quattro parole. Dopo bisogna fare i fatti, è sempre questo il problema. È facile insegnare ad un bambino che non si buttano le carte per terra, ma se poi nostro figlio ci vede gettare dal finestrino il mozzicone di sigaretta o peggio ancora seppellirlo sotto la sabbia, che cosa gli stiamo insegnando? Voi ad esempio se siete in macchina e avete appena finito di mangiare un cioccolatino o una caramella, dove buttate la carta? Non rispondete a me, rispondete a voi stessi e domandatevi se state facendo la cosa giusta. E non intendo se sia stato giusto mangiare la cioccolata visto che siete a dieta, intendo proprio la carta! Pensate al futuro, pensate ai vostri figli. Quali sono gli esempi che vorreste dargli?

Il Fatto
Il motivo per cui ho deciso di scrivere è davvero molto semplice. Nel numero precedente vi ho parlato dell’acqua, del deserto e del mitico Yacouba Sawadogo. Oggi ho scelto di occuparmi in qualche modo dell’aria. Ma ho forse cambiato argomento? Non si tratta sempre di un insieme di fattori che compongono l’ambiente, il mondo su cui viviamo? A causa della mia attività lavorativa, ho a che fare ogni giorno con tantissime persone, di conseguenza con svariati modi di fare. Per carità, ognuno è fatto a modo suo e non posso essere io ad insegnare ad un anziano, che certe cose non si fanno. In realtà con le persone adulte, già avviate, che hanno quindi l’abitudine di agire così, è praticamente impossibile riuscire ad invertire la tendenza. Possiamo però educare le generazioni future al rispetto di piccole semplici regole. La questione del giorno è: avete un caminetto in casa? Se la risposta è si, come lo utilizzate?
Da quando è stata introdotta la differenziata e sono stati aboliti i cassonetti, la situazione è notevolmente peggiorata e non vi nascondo che sempre più spesso, alcuni comportamenti di certe persone mi lasciano completamente esterrefatto, giusto per non dire altro. La gente non ha voglia di differenziare ma poi vorrebbe fare la differenza! Tra l’altro gira la voce sbagliata, che gli operatori ecologici, nel giro notturno di raccolta, mescolino tutto quanto. Dunque una persona ci ragiona su e dice: “chi me lo fa fare di differenziare?”. Questa però non è una giustificazione! Nel periodo invernale ad esempio, nelle case di centinaia di famiglie che hanno un camino, non viene bruciata soltanto la legna per riscaldarsi. È’ inutile stupirsi tanto, ne ho viste di tutti i colori. Ho visto camini ancora spenti, in attesa di essere accesi, pieni zeppi di immondizia. Piatti di plastica, fazzoletti, giornali, assorbenti, confezioni di brioche, mobili rotti fatti a pezzi e usati come legna. L’elenco sarebbe lunghissimo, ma occuperebbe tutto l’articolo, per cui ho scelto queste poche cose, giusto per riflettere un po’ sulla gravità di tutto ciò. Ci tengo a precisare infatti, che nel camino, va bruciata soltanto la legna. Bruciare un piatto di plastica infatti, significa provocare un danno inimmaginabile all’ambiente, impregnando l’aria di sostanze tossiche. Qui non si discute del gesto saltuario, qui si discute dell’abitudine. Qui si discute della pigrizia di differenziare, per le convinzioni sbagliate che ci siamo fatti o che abbiamo sentito e memorizzato. Immaginiamo ora che nello stesso istante, 10 mila persone stiano bruciando un piatto di plastica. Dalla canna fumaria di 10 mila caminetti diversi, uscirà una sostanza tossica. Morale della favola: ho sentito tanta gente lamentarsi del cattivo odore nel proprio paese, lamentarsi di una strana puzza nell’aria. Siate onesti con voi stessi, lo sapete che non è una cosa normale. I caminetti non sono degli inceneritori domestici. Nei caminetti ci dovete bruciare soltanto la legna. Altrimenti poi non lamentiamoci che l’aria è diventata irrespirabile. E pensare che abbiamo anche il coraggio di cuocere la carne sotto quel caminetto dove ci buttiamo l’impossibile!

In termini tecnici

La combustione dei rifiuti nei punti fuoco domestici provoca emissioni elevatissime. La ragione principale di questo inquinamento dipende essenzialmente dalla composizione del materiale bruciato, così come dalle condizioni di combustione sfavorevoli e sicuramente dalla mancanza di sistemi di filtraggio adeguati. La natura e la quantità degli inquinanti atmosferici rilasciati dipendono indubbiamente da molti fattori, ma pensate che già delle semplici confezioni di latte, possono presentare sostanze estremamente tossiche come diossine, furani e metalli pesanti, in concentrazioni superiori di 3000 volte rispetto a quelle registrate negli inceneritori adibiti a smaltire! Come se non bastasse a tutto questo si accompagnano le emissioni di fuliggine, sostanza classificata come cancerogena. Un’ulteriore complicazione è data dai vapori del gas di combustione a causa della fuoriuscita da caminetti bassi e non attraverso un camino alto come l’inceneritore, minacciando quindi direttamente l’aria che respiriamo. Allora mi pongo una domanda: sappiamo che cosa respiriamo?

Epilogo

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Il mio non è un rimprovero, ognuno di voi è libero o meno di fare quello che gli pare. Il mio è soltanto rammarico, perché siamo nell’epoca in cui abbiamo trovato la cura per molte malattie che in passato ci hanno ucciso, ma non abbiamo ancora trovato la medicina per contrastare l’ignoranza. Non mi sento di aggiungere null’altro, fate quello che vi dice la coscienza, pensate al bimbo nel grembo materno, che futuro vogliamo dargli? Come speriamo di accoglierlo?

Un saluto dal vostro Antonio Cotardo!

Articolo scritto per Ergane Free Magazine

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