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LA SECONDA VITA

By Antonio Cotardo on 15/11/2016 in Blog, Cultura, Recensioni
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Il nuovo romanzo di Ferdinando Scavran

1416-ferdinando-scavranNon finisce mai di sorprendere la penna di Ferdinando, abile sempre di più a districarsi tra grovigli interessantissimi che soltanto un territorio saturo di Storia, tradizione e cultura come la Grecia, può offrire.

IL FATTO

Ripartiamo facendo un salto indietro, un fatto decisamente anomalo per le nostre vite da vivere sempre con lo sguardo rivolto in avanti, guai però a dimenticare il passato, soprattutto quando questo passato continua ad essere decisamente presente nella nostra vita. Lo sa molto bene Sotiri, uno dei protagonisti del romanzo antecedente a questo, “ Non sono tuo”, un romanzo che narra delicatamente un amore proibito tra due monaci ortodossi niente meno che nel tempio dell’Athos. Di più non posso svelarvi, potrete rendervi conto dell’importanza e della potenza di questo scritto tratto da una storia vera, soltanto leggendolo. Questo libro però non esclude affatto il romanzo del quale parleremo oggi, “ La seconda vita”. Scavran infatti è stato così abile da rendere entrambi i romanzi fini a se stessi, indipendenti, un fatto da non tralasciare assolutamente se consideriamo gli enormi escamotage del mondo di oggi pur di vendere qualche copia in più. Non è sicuramente il caso di Ferdinando Scavran che giunto all’ottavo romanzo e con una trilogia dello stesso calibro e con l’imminente uscita del prossimo, ha ormai un’esperienza più che trentennale nell’ambito letterario, dunque le copie vendute non gli interessano per niente. Probabilmente a Scavran interessa scrivere, far riflettere, fare cultura, probabilmente a Ferdinando interessa fare lo scrittore senza badare troppo alle ciance di chi si sente Ungaretti o Ugo Foscolo, quelle sono altre storie di persone irripetibili.

IL ROMANZO

imagesQuanto detto un paio di righe fa, lo sa bene l’editore Giuseppe Laterza, abile a scoprire un talento di questo calibro. Si perché bisogna dire che la facilità letteraria con la quale Ferdinando si muove all’interno di questa storia, amalgamando a piacimento verità nascoste e sentimenti, è davvero sorprendente. Che cosa dire poi del riferimento al Verga? Un libro che scorre liscio come l’olio salentino dove Scavran svela a piccole dosi centinaia di segreti nascosti all’interno dei cuori dei protagonisti e ahimè anche all’interno dei tanti monasteri disseminati lungo l’Athos, un libro che mette in risalto anche molti problemi attuali come la violenza sulle donne che continuano ad amare con inspiegabile dedizione il loro carnefice, ma anche l’omosessualità, il disagio di questi figli che non hanno un padre e perché no anche quello di alcune madri che devono fare anche da padri. La domanda a questo punto sorge spontanea: può ancora la religione influenzare in questo modo le tendenze sessuali dell’essere umano condannandolo aspramente e rendendolo schiavo di soprusi per la sua diversità? A tutto questo risponde per le righe Scavran, in maniera sapiente e rilassata come solo un filosofo potrebbe fare, dunque Sotiri. Lo stile dello scrittore è diretto, schietto, che arriva subito al sodo, un po’ come Madalen, protagonista del romanzo, ma anche come lo stesso Sotiri, instancabile uomo che porta sul groppone della coscienza un peso non indifferente che trasformerà come atto finale questo romanzo in un altro genere letterario che non posso svelarvi.

EPILOGO

monte-athos-greciaE’ l’amore la forza trainante, l’unico in grado di spostare le montagne. Cosa siete disposti a fare per amore? Sareste disposti a mettere a repentaglio la vostra vita? Sareste disposti a correre il rischio di rimanere soli? La risposta la troverete leggendo questo romanzo, ma il consiglio che vi do è di leggere anche quello precedente e perché no anche gli altri romanzi scritti da Ferdinando, perché abbiamo di fronte un’ opportunità di crescita non indifferente, quindi perché non farlo?

Un saluto dal vostro Antonio Cotardo! 🙂 🙂 🙂

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