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LIBERTA’ NON SIGNIFICA MANCANZA DI RESPONSABILITA’!

By Antonio Cotardo on 26/06/2016 in Blog, Curiosità
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download (6)L’impegno ripaga sempre!

Oggi viviamo in un’epoca caratterizzata dal timore di vivere, dalla paura di decidere e spesso dalla mancanza di volontà nel volerlo fare. Si preferisce di gran lunga rimanere in sospeso, lasciare le situazioni ferme, immobili, piuttosto che muoversi e darsi da fare per cambiarle. La verità? Semplice: abbiamo paura, una fottuta paura di decidere, paura di dire la nostra, di esprimerci, di vivere, o più che altro, racchiusa in una sola categoria che le comprende tutte, abbiamo paura che la nostra decisione ci condanni all’isolamento, in poche parole povere, abbiamo paura della solitudine, paura di restare soli, come se avessimo dimenticato il fatto che a prescindere, ognuno di noi, è dannatamente solo. Ma non è solo questo il problema:

IL FATTO

«Che si assuma la responsabilità chi di dovere!». «Sarà il caso di passare la palla ad altri». Quante volte al giorno capita di ascoltare frasi di questo tipo ? Sfuggire alla responsabilità è una prassi diffusa nella vita privata come nella sfera pubblica. Dai piccoli gesti della quotidianità ai rapporti affettivi, dai legami sociali all’agire politico: non c’è ambito che non sia pervaso da una rinuncia alle risposte che ciascuno è chiamato a dare e questa  rinuncia finisce per volgersi in vera abdicazione là dove le responsabilità aumentano PROGRESSIVAMENTE.  L’onore senza l’onere sta diventando lo stile di vita di molte persone ma tutte le volte che il nostro io “abdica” lasciando agli altri la responsabilità a cui era stato chiamato, crede, e fa credere, di essere sostituibile. «Perché mai dovrei risponderne proprio io? Che se la veda qualcun altro!». Può darsi che il «qualcun altro» che viene dopo si comporti in modo analogo — in un continuo rinvio, un incessante riversarsi a vicenda di pesi e obblighi.

download (5)MANCANZA DI SICUREZZA?         

Forse di fondo la gente è continuamente alla ricerca di sicurezza, di certezza, di una stabilità che va a ricercare disperatamente all’esterno e quando non la trova la va ad elemosinare nei social network al costo di mettersi in ridicolo. Tutto questo per non ammettere che da soli, dentro se stessi, la sicurezza non riescono proprio a trovarla. Ma qualcuno usa anche il classico sotterfugio dell’era moderna: “non ho tempo”. Questa però è una bugia che ci raccontiamo fin troppe volte per non dover fare i conti con i nostri dubbi esistenziali. Tutto questo comporta il prendere la vita con superficialità, la paura infatti provoca la fuga davanti alle responsabilità, davanti agli affetti, tanto che nel momento in cui ci si affeziona a qualcuno, dopo un pò ci si stacca, con il timore che da un momento all’altro questo qualcuno possa provocarci un dolore talmente grande e insopportabile da spezzarci il fiato. Forse dovremmo soltanto passare un pò più di tempo in compagnia di noi stessi per capire veramente chi siamo, ma purtroppo anche qui, abbiamo paura di capire chi siamo, e cosi andiamo avanti assecondando un comportamento che se fosse diverso potrebbe lasciarci fuori dal mondo di oggi.

EPILOGO

La soluzione sarebbe provare a” riassumersi” le proprie responsabilità poiché ognuno di noi è responsabile non solo verso l’altro che sempre ci precede, ma anche verso l’altro che viene dopo di noi e rivolgendo lo sguardo al futuro dovremmo chiederci se anche il più misero dei nostri gesti possa arrecare danno a qualcun altro pur di soddisfare una nostra momentanea esigenza.  Meno egoismo e più responsabilità dunque!

Un saluto dal vostro Antonio Cotardo  🙂

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