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L’OROLOGIO DELLE MERAVIGLIE

By Antonio Cotardo on 11/08/2018 in Blog, Cultura, Recensioni
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Un libro di Davide De Pandis

Ho conosciuto l’autore per un fantastico caso del destino: da qualche mese assieme agli amici Silvio Valzani e Mary Troyano, la casa editrice Paolo Giacovelli e tantissime altre persone straordinarie, facciamo parte di un progetto culturale il cui ricavato servirà a ricostruire la biblioteca di Amatrice. Vi starete chiedendo qual è il collegamento: ve lo dico subito. La scrittrice Antonia Occhilupo, in seguito al mio appello sui social network nell’aiutare queste persone, ha risposto mettendo a disposizione una copia del proprio romanzo e coinvolgendo lo stesso Davide De Pandis. Dunque entrambi sono tra i primi 3 scrittori italiani ad aver donato una propria opera cartacea per la nobile causa Amatrice.

IL FATTO

Dopo avervi fatto questa premessa doverosa ma decisamente troppo breve, entriamo nel vivo della storia. Prima di consegnare il libro al progetto Amatrice, l’ ho avuto in casa per circa un mese, completamente imbustato. La curiosità di leggerlo, visto anche il titolo, era tantissima, ma non volevo rovinare l’involucro, così ho ripromesso a me stesso e al mondo dei libri, che l’avrei comprato alla prima occasione utile. Detto fatto, in una rassegna letteraria denominata l’arena del muretto, organizzata dal giornalista Giuseppe Pascali a Torrechianca, ho avuto il piacere di assistere alla presentazione di questo romanzo, che dopo aver visto la luce diversi mesi fa, era ancora sprovvisto di un esordio letterario davanti al pubblico. Sarà stata una coincidenza assistere alla prima presentazione proprio il primo agosto e proprio nel primo incontro della rassegna?

IL LIBRO

Io non so se sia stata veramente una coincidenza quella di ritrovare sul sentiero dei libri l’Orologio delle Meraviglie di Davide de Pandis, fatto sta che sono davvero molto contento sia accaduta. Talvolta leggendo alcuni libri, riesco a toccare con le mani i luoghi, le descrizioni, i personaggi. Riesco a sentire i profumi, le essenze, le emozioni e da questo punto di vista lo scrittore, al suo primo romanzo, è stato davvero notevole, tanto che girando le pagine riuscivo a sentire l’odore del gelsomino, fresco e pungente. Una storia intensa, accattivante, travolgente, scritta con una dovizia di particolari degna del grande Umberto Eco, con uno stile che mi ricorda tanto qualche filosofo inglese ed un linguaggio semplice ma mai scontato. Si perché il difficile non è scrivere, ma scrivere facile.

LA STORIA

Sapete benissimo che non sono qui per raccontarvi il romanzo. Posso consigliarvi però l’acquisto, perché ne vale davvero la pena. Questo libro è un continuo invito a voltare pagina, un intrigo dietro l’altro, un mistero nel mistero. Protagonisti di questa storia sono i templari e bisogna ammettere che il giovane autore, è stato davvero bravo nel mantenersi sul filo del misterioso senza scendere mai nel particolare storico che avrebbe soltanto portato il lettore lontano anni luce dal senso della storia. Ogni personaggio è stato studiato a tavolino ed un ruolo fondamentale è svolto senza ombra di dubbio dalle donne, che lo stesso autore durante la presentazione, ha definito di vitale importanza per la sopravvivenza dell’uomo.

EPILOGO

Un inno alla città di Lecce, troppo spesso calpestata dai nostri conterranei che se ne ricordano soltanto per il sole, il mare, il vento e aggiungerei il tamburello, dimenticando purtroppo la bellezza del barocco, nonché il valore storico di alcuni monumenti che forse leggendo questo libro guarderemo con un occhio diverso passeggiando in seguito dentro la città. Davide però fa un punto della situazione a livello internazionale andando a pescare dei luoghi sconosciuti ai più come le isole Laccadive. Sparatorie, rapimenti, yacht, panorami mozzafiato, delicate scene d’amore e messaggi nascosti tra le righe, oltre che nelle pietre. E poi ancora chi è Santiago? Chi è Filippo? Chi è Suzanne? Un autore genuino, puro e appassionato, Davide De Pandis ha dedicato questo romanzo alla figlia, musa ispiratrice della storia, grazie ad un sotterfugio davvero molto simpatico a scuola con la professoressa di italiano. Se i risultati sono questi però, credo che Davide debba continuare a scrivere, la stoffa c’è e si avverte tra le parole in maniera netta e precisa. Si avverte anche la forza di questo scrittore, la grinta dell’esordio che mi auguro rimanga sempre viva come quella dannata voglia di chiedersi sempre perché di ogni cosa senza mai accontentarsi, anche a costo di dover fare i conti con un passato scomodo. Un applauso a questo giovane scrittore, casa editrice Yuo can print, prezzo 16 euro, lo trovate online ma forse prima o poi sarà lui a trovarvi, come Santiago.

Un saluto dal vostro Antonio Cotardo!

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