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NON UCCIDERE IL CORAGGIO

By Antonio Cotardo on 19/03/2018 in Blog, Cultura, Recensioni
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Un libro di Antonia Occhilupo

Ho capito fin da principio che avrei letto qualcosa di straordinario. Me ne sono reso conto alla presentazione di questo libro, quando ascoltando le domande del moderatore, mi perdevo nelle risposte della scrittrice. Il titolo poi mi ha colpito immediatamente, questo titolo emblematico, ragionato e per nulla banale: non uccidere il coraggio. Mi ha incuriosito fin da subito insieme a questa copertina delicata, con impressa la fotografia di una bambina vestita per la festa della domenica. una copertina intensa, profumata di vita. Ma chi è in realtà quella bambina? Cosa si cela in queste pagine? Qualcosa di molto, molto travolgente. Cercate delle risposte dentro voi stessi? Siete nel libro giusto!

IL LIBRO

La storia si svolge nel mio amato Salento, in una parte di esso che tuttavia mi è ancora sconosciuta. Per lo meno però, assaporando queste pagine, ho toccato con il pensiero le campagne e le stradine di Ruggiano, una piccola frazione di Salve, un paese che a questo punto non vedo l’ora di conoscere, magari chissà, andando a cercare proprio quelle campagne descritte con meticolosità da Antonia, proprio quel famoso albero chiamato……. ehm scusate ma non posso dirvelo. La protagonista di questa storia è Nella, una bambina prima e una donna poi ma anche entrambe contemporaneamente. Sfiderà la sorte questa piccola peste dalle mille domande e duellerà a morte con un mostro che le darà filo da torcere più o meno per tutta la vita, disturbando la realizzazione dei suoi obiettivi. Quando un sogno è radicato nell’anima però, nulla impedisce di estrarlo dal cassetto e metterlo al mondo, nemmeno la malattia del secolo.

NELLA STORIA

La scrittrice è brava a mettere insieme tanti valori della vita che oramai si sono persi del tutto. Primo fra tutti la famiglia, senza dimenticare l’importanza dello studio e soprattutto il nostro passato. Molto particolari infatti, sono le descrizioni delle nostre tradizioni, quelle dei piatti, quelle del lutto, ma anche quelle delle coltivazioni. In quelle pagine da leggere e rileggere, ho rivisto mio nonno, quando da bambino mi prendeva per mano portandomi in campagna per insegnarmi tutto quello che gli passava per la testa. Io però ho soltanto 26 anni e sono soltanto alla fine di questa lunga generazione di contadini, ma rivedo tranquillamente il padre di Nella, questa figura quasi mitologica, non per un accostamento storico ma proprio per la caparbietà di lottare e di prendersi cura della natura divenendone un tutt’uno e senza mai cercare di plasmarla per speculare. Consiglio a tutti di leggere questo libro, specialmente a chi vuole saperne qualcosa in più della nostra cultura. Ma lo consiglio anche a quelli che hanno paura di vivere, probabilmente una volta finito di leggere, vi sentirete più coraggiosi.

EPILOGO

Solitamente quando leggo un libro, ho a portata di mano la matita per sottolineare quello che mi piace di più. Beh devo dire che in questa storia non ho fatto altro che mettere dei segni per ricordarmi ora di questo, ora di quello. Non uccidete mai il vostro coraggio, la vostra grinta, la vostra voglia di partire alla scoperta dell’universo. Credeteci sempre, comunque e nonostante tutto. Spegnete la televisione, lasciate a casa il cellulare, guardatevi di più negli occhi e suonate al vostro vicino di casa per scambiare quattro chiacchere, magari scoprirete di avere un amico fidato. Uscite, fate una passeggiata per le campagne, prendete la zappa, piantate un albero, curate il vostro giardino, abbiate cura della vostra anima. Credo che Antonia volesse dirci proprio questo e molto altro, tantissimo altro. Dovrete scoprirlo da soli però, girando le pagine. Io non posso svelarvi oltre. Nella si racchiude in ognuno di noi, nel momento in cui ci ritroviamo ad un bivio, quando davanti alle difficoltà della vita abbiamo cioè due opzioni: gettare la spugna o mostrare gli artigli! Nella ha scelto, io anche….ma voi?

Un saluto dal vostro Antonio Cotardo! 🙂

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