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SENZA BIGLIETTO DI RITORNO

By Antonio Cotardo on 13/01/2018 in Blog, Cultura, Recensioni
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Un libro di Antonella Caputo

Ho conosciuto l’autrice alla presentazione del suo libro. Una persona composta e a modo, come le parole scritte sulle sue pagine. Mi piace andare alle presentazioni per sentire cosa vuole comunicare dal vivo un autore, in questo caso un’autrice. Mi piace sapere chi c’è al di là della tastiera del computer, carpire le emozioni scritte e sopratutto quelle parlate. Questo libro parte forte già con la copertina: davvero splendida la foto di Sara De Carlo. Una volta terminata la prima lettura e aver fatto la seconda, ci si rende conto immediatamente come quest’immagine sia stata scelta su misura per l’opera e di come la sfocatura non si affatto un errore.

IL LIBRO

Non è facile dare una definizione precisa di questo libro, questo perchè la scrittrice è stata brava a fondere più generi insieme, creandone uno nuovo, particolare, ricercato. Le emozioni si susseguono in maniera incredibile lasciando sulla pelle una vera e propria adrenalina. Si tratta di una fotografia di quelli che sono purtroppo i nostri tempi, questi dannati tempi social in cui diciamo di vivere. La protagonista del romanzo può essere una donna di qualsiasi età ma non una donna qualsiasi, semplicemente perché nessuna donna è qualsiasi ed è proprio questo il punto cardine della storia. L’autrice sottolinea l’importanza del ruolo della donna nel mondo. Questa donna che deve fare spesso e volentieri anche la parte dell’uomo. Che ci piaccia o no abbiamo bisogno della presenza di una donna accanto, non lo dico per ottenere nulla, è un dato di fatto.

NELLA STORIA

Che si tratti di un amore nato in maniera ambigua lo si capisce fin dalle prime pagine, il punto è che la storia ci insegna che non potrebbe nascere l’amore se non ci fosse almeno una piccola stranezza, anzi più contorta è la situazione più ci innamoriamo. Lo sa bene Antonella quando con maestria intesse la tela della sua trama senza lasciarsi abbindolare dalla banalità di un vissero felici e contenti. Per farlo usa un linguaggio che appartiene ad una categoria linguistica la cui collocazione storica è chiaramente appartenente al romanticismo. Un linguaggio deciso, chiaro, scorrevole e intelligente. E’ facile riempire di aggettivi un racconto per farlo sembrare bello, tutt’altra storia è capire quanto questo riempire vada fatto con moderatezza per non annoiare e confondere il lettore ed in questo l’autrice è stata veramente brava: non ci si annoia mai a leggere questa storia, anzi a volte si ride pure, per la goffaggine umana. Che fine farà questo amore? Che fine fanno gli amori non corrisposti? Dove vanno a finire i baci negati e quelli scambiati? E le storie ambigue che fine fanno? Dove vanno a finire gli eterni indecisi nelle vite degli altri?Esistono ancora gli amori normali? Per fortuna si.

EPILOGO

Consiglio a tutte le ragazze di leggere questa storia, ma anche agli uomini. Isabella, la protagonista del romanzo, potrebbe essere tranquillamente qualcuno di noi, qualcuna di voi. Siamo tutti eroi ed eroine di questi tempi frenetici. Ovviamente sapete benissimo che non dirò una parola sulla storia. Vi faccio solo una domanda: è giusto vivere un amore nell’ombra arrivando ad assentarsi dal mondo? Quante persone ci sono che vivono delle storie infelici per paura di essere fottutamente felici? Insegna tanto questo libro edito da Italic Pequod, attraverso un impaginato fine ed elegante, pulito e semplice. Per oggi è tutto. Buona lettura! Ne vale la pena!

Un saluto dal vostro Antonio Cotardo! 🙂

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